Clarissa Marchese punta il dito contro l’ipocrisia perbenista della gente

giovedì, 16/11/2017 21:18 9 commenti »

IMG_20171116_210009Bella e schietta come poche, Clarissa Marchese, ex Miss Italia ed ex tronista di Uomini e Donne in questi ultimi periodi è stata al centro delle vicende che hanno come oggetto le molestie sessuali dei registi nei confronti delle giovani ragazze  che vogliono entrare a far parte del mondo dello spettacolo. Come avrete sicuramente letto anche Clarissa, alle ‘Iene‘ ha ammesso di aver ricevuto delle proposte indecenti in cambio di parti in alcuni film, ma lei ha scelto di non scendere a compromessi, mantenendo integra la sua dignità.

 

 

Finalmente ora, dopo aver taciuto a lungo il suo sdegno, ha potuto rendere pubblica la sua triste vicenda. Quello che non si aspettava però, era di ricevere tantissime critiche, da parte soprattutto del mondo femminile. Sono state proprio le donne a dare dell’incoerente alla bellissima Clarissa perché se da un lato denuncia le avances poco gradite e moleste di un regista, dall’altro non si fa problemi a mostrare il suo corpo come se fosse in vetrina.

 

La modella però non ci sta e punta il dito contro l’ipocrisia della gente che vede il marcio ovunque. La differenza, secondo Clarissa, tra il mostrare il corpo con eleganza e scendere a deplorevoli compromessi, mortificando la propria dignità, c’è ed è grande e consiste nella capacità di giudizio di chi decide di mostrarsi. Sta ad una donna decidere se spogliarsi o meno. Non può essere qualcun  altro a decidere per lei.

 

Mi sento di congratularmi con una ragazza che oltre ad essere meravigliosa, ha una dignità straordinaria e un pudore invidiabile. Ecco le sue parole :

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  1. annam il 17/11/2017 14:39

    Scusami Esperia… :S :S :S … ho letto velocemente.
    Laverità è che manco l’ho letta la risposta di Clarissa…solo l’articolo… (iupp) (iupp)
    Vado di corsa in questo periodo, mi scoccia rinunciare ai miei commenti sul forum, ma la fretta non è mai buona consigliera… ;)

  2. esperia il 17/11/2017 14:29

    Anna, mi sono spiegata male. Clarissa avrebbe dovuto spostare il focus, primo perla stupidità dei commenti (spogliarsi per lavoro), secondo perche queste cose succedono in tutti i settori e come racconti dalla tua esperienza, a volte basta una battuta fuori luogo. Te (ed io) certi limiti e barriere li abbiamo messi. C’e’ chi per ingenuità non lo fa…e c’e’ chi non lo fa per altro…

  3. annam il 17/11/2017 14:17

    Esperia, sono poco informata sulle dichiarazioni inerenti alla questione per cui mi fido di quel che dici.
    Io ho separato i due discorsi. Quello fatto da Clarissa e altre, sulle avance avute, dalla risposta alle critiche avute da Clarissa perchè si spoglia per lavoro.
    Come giustamente dici il secondo è un discorso annoso, direi medievale, che certe donne continuano a fare, per cui la risposta, qualsiasi sia, a tali assurdità, la trovo coerente.
    Altro è quello di cui parli tu. Su questo ti do pienamente ragione.
    Tanto che, quando ho letto i nomi di chi denunciava, ed i luoghi dove tale denuncia avveniva, non mi sono interessata assolutamente alla questiome, ritenendola ad un livello molto diverso rispetto all’indagine americana. Un livello più basso, magari sbagliando.
    Ma io sposto proprio il discorso dallo spettacolo e lo porto nella nostra quotidinità, negli uffici, nelle fabbriche, in ogni luogo della vita sociale.
    Io ad esempio nella mia prima esperienza lavorativa ho avuto a che fare con un direttore amministrativo che amava fare battute… la differenza di età mi sconcertava. A20anni sentire un uomo dell’età di mio padre (o potenzialmente tale) mi imbarazzava e non poco.
    Mio marito mi ha chiesto qual’è, secondo me, il limite invalicabile. Ho risposto che qualsiasi avance, battuta, richiesta, anche blanda, che provenga da chi ha una posizione più elevata per me è da ritenere sbagliata. Che coivolga donne o uomini, poco importa.
    Sopratutto in un momento di crisi economica, col rischio più che concreto di perdere i diritti acquisiti, oltre a quello di avere grosse difficoltà nel trovare un altro lavoro, trovo che sia più che corretto avere leggi a tutela di qualsiasi molestia, anche verbale… non esiste solo quella sessuale, tant’è che il mobbing è un reato…
    Poi, ovviamente, siamo noi le prime a doverci tutelare. Ma non sempre è facile.
    Io rispondevo con feddezza, al direttore, più nei gesti che nelle parole, ma alla fine ha capito l’antifona. Ho visto, però, altre subire di più perchè più propense a prendere la cosa sul ridere…per me non c’era niente da ridere.
    Io sul luogo di lavoro, lavoro. Voglio essere apprezzata per l’impegno profuso, la dedizione, il senso di responsabilità, le mie capacità …non per la misura del mio reggiseno..
    Credo che questo sia un sacrosanto diritto, di cui io dovrei beneficiare anche senza mettere in atto un qualsiasi comportamento a tutela, ma col semplice fatto che mi comporto da “lavoratrice” …
    Poi è ovvio, MAI sarei andata a casa sua di sera per parlare di lavoro…. (iupp) (iupp) (iupp)

  4. esperia il 17/11/2017 13:51

    Sicuramente bisogna parlarne. Ma trovo il parlarne della brilli (che e’ stata intervistata dal corriere come opinionista, non come vittim) molto più adatto ed utile, soprattutto per le ragazze alle prime armi, che certe dichiarazioni ideologiche e di principio….
    Certo, c’e’ Il nudo artistico ed altro, la scelta e’ tua…bla bla bla ma e’ molto importante avere certe informazioni pratiche, per cui una o non si mette concretamente in certe situazioni o sa come gestirle. Ad esempio, arriva a casa del regista e vede che e’ da solo e le propone una scena d’amore? O mangia la foglia e gira i tacchi. O, se sceglie di rischiare di trovarsi in una situazione potenzialmente sgradevole, può mettere in atto misure difensive, come registrare la conversazione….
    Sai che sono una concreta….

  5. annam il 17/11/2017 11:55

    Allora… per quanto banale il discorso visto i commenti critici riportati nell’articolo trovo abbia fatto più che bene a rispondere.
    Il discorso che aprì Esperia è ben più serio. Come temevo, non avendo seguito molto, il caso italiano ha uno spessore diverso da quello americano, già i nomi coinvolti (non sapevo della Brilli) mi hanno scoraggiato dal seguire la faccenda. mmm mmm
    Concordo che siamo noi le prime a doverci tutelare usando il buon senso, prima di tutto, ma è anche vero che chi è alle prime armi, in qualsiasi settore, o in condizioni di precariato è facile preda…. anche una semplice avance può mettere in difficoltà chi rischia un posto di lavoro senza la serenità di trovarne un’altro.
    Mette in difficoltà anche solo per un’adeguata risposta negativa…
    Per cui tutto sommato, meglio che se ne parli…

  6. esperia il 17/11/2017 10:40

    Il punto di Clarissa e’ banale per quanto e’sacrosanto. Dimostra anche un certo grado di ingenuità. Le molestie sul lavoro alle donne avvengono in tutti i campi, non solo alle bellocce che devono decidere se spogliarsi con dignità o eleganza o se scendere a compromessi…. hihi
    Del resto, e faccio la voce critica e fuori dal coro, cito l’ intervista a nancy brilli sul corriere, a parte ragazzine giovanissime ed inesperte, le attrici che si sottopongono ai provini devono sapere che questi si fanno il luoghi professionali come teatri di posa e uffici di case di produzione. Se eccezionalmente avvengono in luoghi privati, il regista ed il produttore devono essere accompagnati da assistenti di produzione. Se ci si trova nella brutta situazione di arrivare a casa del regista e trovarlo da solo, si deve addurre un impegno improvviso e girare i tacchi. Bisogna poi distinguere fra molestie ed avance s. Nel caso Brizzi, ad esempio, sollevato dalla stessa clarissa, le attrici denuncianti hanno sicuramente descritto un uomo con problemi e nessun rispetto delle donne, ma ai fini della tutela, anche giuridica, che cosa hanno in mano? Come possono delle professioniste giustificare che sono andate a casa di un uomo solo per lavoro?
    E’ come quando da ragazza, colleghi più she mi invitavano a cena per parlare di lavoro…rispondevo, no grazie domani nel suo ufficio….
    Il mio punto e’ che la Brilli ha un vademecum ben più concreto ed efficace dei banali qualunquismi espressi da clarissa. E’ ovvio che le donne debbano imparare a farsi rispettare, in casa come sul lavoro, mettendo gli opportuni paletti di confine, che gli uomini non devono superare e senza trasformarsi in maschi. E questo e’ molto ma molto più complesso che decidere se spogliarsi per arte o per altro….ahime’

  7. mimi89 il 17/11/2017 09:05

    Grande Clarissa.. Noi Che ti conosciamo sappiamo che sei una ragazza fantastica.. Ribera é con te..

  8. ragazzodonna il 17/11/2017 07:53

    completamente d’accordo con lei! brava!

  9. annam il 17/11/2017 06:29

    Brava!!!!… (clap) (clap) (clap) (clap)

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