A ruota libera: J.K dopo ciò che è successo tra Alessandro Zarino e Veronica Burchielli, dice la sua sull’evoluzione del Trono Classico

venerdì, 08/11/2019 17:46 da talpa Inserisci un commento »

Non mi piace ciò che ultimamente vedo nel programma. Non mi convince la superficialità con cui alcuni protagonisti partecipano al format e ancor di più, non riesco a tollerare l’arroganza di alcuni che tronfi della poltrona su cui siedono, pensano di aver raggiunto l’apice del successo a cui segue solo la beatificazione. Nello specifico, non mi è piaciuto assolutamente il modo in cui si è evoluto il percorso di Alessandro Zarino.

Posto che ogni persona che fa parte del programma, immagino sia libera di fare ciò che vuole, non comprendo il motivo per cui, nel caso di Alessandro, questa libertà si sia trasformata in un capo d’accusa vero e proprio.

Perché Veronica Burchielli, così presa e coinvolta da Alessandro, ha deciso di dirgli di “no” dopo che quest’ultimo aveva deciso di sceglierla? “Perché si è trattato di una decisione forzata, non del tutto sentita”. Benissimo. Allora, se Veronica fosse stata la donna tutta d’un pezzo che professa di essere da due mesi a questa parte, avrebbe dovuto declinare l’invito del tronista a conoscersi fuori e avrebbe dovuto lasciare lo studio per sempre, insieme alle sue emozioni e insieme al trasporto che millantava di provare per Alessandro. Invece cosa fa? Accetta il trono dopo 5 secondi? Mettiamo il caso che Alessandro sia l’incoerente più grande del pianeta. Facciamo che non sappia quello che vuole e che quindi questa sua “insicurezza” lo rende inaffidabile, a mio avviso però, per come si è comportata, Veronica non può essere ritenuta migliore e soprattutto non la si può premiare concedendole un trono. Ci indigna questa cosa? No, ci lascia perplesse, come tante altre decisioni che sono state prese in quel contesto e che sono state poco chiare.

Perché continuare a guardare il programma allora? Per ciò che ho provato quando Salvatore Angelucci scelse Paola Frizziero, per l’emozione nella voce di Martina Luciani quando annunciò la gravidanza insieme a Giorgio Alfieri, per il modo pazzo in cui Alessia Cammarota riuscì a portarsi via Aldo Palmeri, tra urla e lacrime, in una puntata qualunque. Continuo a guardare il programma perché talvolta, come una meteora, appare uno come Andrea Cerioli, che non ha problemi a lasciare il “posto fisso” perché insicuro dei sentimenti per le sue corteggiatrici, e non esita a lasciarlo prima del tempo soprattutto quando capisce di averlo trovato già quel sentimento per cui aveva deciso di partecipare al programma. Perché è per questo che le persone dovrebbero partecipare al programma ed è lo stesso motivo che spinge noi,  appassionati veri, a guardarlo: un’emozione, un sentimento, un trasporto.

Se chi si approccia al programma, con il tempo non parteciperà più al format per amore, la conseguenza più logica è che anche noi avremmo un atteggiamento distaccato nei confronti di ciò che vedremo, fino ad assumere un atteggiamento apatico, fino a cambiare canale. Io voglio continuare a vedere il programma, perché sogno ancora di vedere una scelta come quella che a suo tempo fece Cristian Galella, con Tara Gabrieletto che aveva i capelli raccolti in una coda, un completo marrone anonimo, gli occhi che gridavano “ti amo” e Tiziano Ferro che ci spiegava che l’amore è una cosa semplice. In questo modo, e solo in questo modo, i petali e le canzoni strappalacrime hanno un senso, altrimenti, risultano inutili le feste al castello, i vestiti pomposi, le acconciature, le tende che si alzano e le carrozze, soprattutto se alla base di ciò che vediamo c’è solo la voglia di guadagnare consensi, attraverso un sentimento tiepido che si spegne dopo 5 giorni. Continuo a guardare il programma perché sebbene le cose non siano come un tempo, c’è chi ancora con il suo percorso pieno di sbavature ed errori mi emoziona. C’è ancora chi, vestendosi di umiltà e mostrando le sue insicurezze riesce a trovare l’amore. Ma fino a quando sarà giusto per noi che questi personaggi siano perle rare, disseminate in un mare di “business”. Fino a quando questo potrà andarci bene e soddisfare la nostra sete di emozioni e sentimenti? Ai posteri l’ardua sentenza. La vostra J.K pensierosa…

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